Villastellone

Veduta del campanile di Villastellone.

Storia di Villastellone.

Sul territorio di Villastellone era presente fino alla prima metà del 1200 una mansione templare, la quale possedeva una chiesa, detta di San Martino e una casa. Inoltre gestiva terreni detti "airali della mansione" e difendeva il ponte sullo Stellone(allora Po Morto) in direzione Carignano. Nel 1203, per volere della città di Chieri, venne acquistata la mansione e nella località detta "Campo di costa" venne eretto un villaggio circondato da una palizzata ed un fossato. Questo nuovo possedimento serviva al comune di Chieri per difendersi dall'avanzata del marchesato di Saluzzo e di Provana. Solo però verso il 1230 il villaggio cominciò a popolarsi di gente proveniente dai paesi limitrofi a cui era garantita una casa e un appezzamento di terra. Negli anni seguenti venne concesso al paese di fortificarsi, ed essendo un feudo fedele a Chieri, quando quest'ultima perse una disputa contro Asti, viene "spaccato" in due tra le influenze chieresi e astigiane. Per tutto il XIV secolo il centro abitato non ebbe vita facile: infatti, dopo continue carestie, pestilenze e un disastroso incendio che lo rase al suolo, si trovò nuovamente spopolato, tanto che la città di Chieri incentivò ottanta famiglie provenienti dalla val Chisone (delle quali alcune sopravvivono ancora oggi) a insediarsi nel borgo, offrendo loro nuove terre e una casa. Nel 1396 il paese venne ceduto in feudo al conte Franceschino Della Villa, membro della nobiltà chierese, il quale potenziò le fortificazioni, costruì nuove porte, ponti e il mulino. La famiglia Della Villa fece inoltre erigere un castello con un'alta torre dalla quale nei giorni di fiera veniva esposto lo stemma del paese. Durante il XV e il XVI secolo si susseguirono: pestilenze, ben tre grandi periodi siccitosi e invasioni di cavallette. Nel 1630, nell'Italia Settentrionale si diffuse il bacillo della peste che decimò la popolazione villastellonese. Intorno al 1670 l'esercito francese, comandato dal generale Catinat, mise l'assedio a Villastellone e gli abitanti, vista la drammatica situazione, nascosero i loro tesori e il catasto comunale nella torre; le truppe francesi, non riuscendo ad entrarvi, la minarono e la fecero saltare distruggendo parzialmente il castello. Le armate francesi rubarono anche il grande orologio del campanile con tutti gli ingranaggi e lo trasferirono in Francia. Nel 1735 il castello era irreparabilmente danneggiato, i conti Della Villa incaricarono Filippo Juvarra di progettare una villa signorile con annesso un parco all'inglese. Verso l'Ottocento, con l'invasione napoleonica, si svilupparono a Villastellone nuove attività tra cui quella legata al baco della seta e quella della patata (prodotto tipico del paese). Nel 1860 a Villastellone viene messa in posa la linea ferroviaria e costruita la stazione. Ai primi del Novecento la piazza centrale venne intitolata al re Umberto I e l'asilo infantile ai Principi di Piemonte. Durante la seconda guerra mondiale il castello divenne presidio nazista e nel parco in quella che comunemente viene detta la ca' d'le masche (in italiano: la casa delle streghe), venne costruito un deposito di munizioni, il che comportò un grave pericolo per la popolazione. Molti villastellonesi si sono impegnati nella lotta al nazifascismo, come testimoniato dall'intitolazione di alcune strade del paese a specifici episodi della resistenza e al ricordo dei partigiani caduti.
Il castello che si affaccia sulla piazza principale (Piazza della Libertà) costruito su disegno attribuito all'architetto siciliano Filippo Juvarra (o Juvara) (1678 – 1736) sorge sui resti di un più antico maniero medioevale del quale si sa molto poco, certo è che doveva avere pianta rettangolare con una corte al centro e un'alta torre su cui nei giorni di fiera veniva esposto lo stemma cittadino e in caso d'assedio fungeva da vedetta. nel 1693 in seguito all'invasione del Piemonte delle truppe francesi guidate dal generale Catinat, la comunità villastellonese nascose nella torre tutti gli oggetti di valore compreso l'archivio, i francesi non riuscendovi ad entrare minarono la torre e la fecero saltare. dopo questi fatti il maniero si presentava irreparabilmente danneggiato, ecco perché nel 1735 il conte Ercole Della Villa affidò la costruzione della villa barocca ancora oggi presente. Il castello è privato e non è accessibile alle visite. Un grande parco all'inglese, di circa 60 ettari, si estende intorno ad esso, e al suo interno si trovano edifici di pregio quali la chiesa di S.Anna, le serre, le scuderie e gli alloggi per la servitù costruiti verso la metà dell'Ottocento dall'architetto John Vallance. Nel parco nascosto dalle fitte chiome degli alberi secolari sorge un fienile, originariamente costruito come deposito di munizioni del presidio nazista che aveva luogo proprio nel castello durante il secondo conflitto mondiale, sulla struttura si sono sempre vociferate leggende popolari, infatti ancora oggi viene denominata "la casa delle masche".